Le Stoffe
Particolare del lampasso di seta e oro appartenente al corredo funebre di Cangrande. Foto di Stefano Saccomani
Sono passati vent'anni da quando le stoffe di Cangrande furono esposte al pubblico. Adesso i frammenti tessili trovati nel 1921 si congiungono a quelli recuperati nel 2004. L'operazione ha consentito di progredire nella conoscenza dei materiali e delle fogge. I pezzi di tessuto sagomati riconducono alla forma di tre abiti, imbastiti addosso al defunto, preparati apposta per il funerale: un manto, una sopravveste, una tunica con le maniche. Lo splendore un po' sbiadito di queste sete, si riscatta nell'emozione di immaginarle rutilanti di colori e di oro sul corpo del principe nella celebrazione del 24 luglio 1329. Magnifico č il telo funebre che fonde in un intreccio enigmatico le figure di un oca, di un coniglio e di un leone. Nella trama inestricabile, quando l'occhio "cattura" uno degli animaletti disegnati, l'altro gli sfugge ed č chiamato a ritrovarlo. Sapienza esecutiva dei tessitori orientali che vendevano i manufatti sui mercanti del Mediterraneo. Sentori di telai mossi da artigiani arabi che sulle loro stoffe tessevano anche invocazioni e scritte augurali in caratteri cufici. Su una delle stoffe di Cangrande si legge: "A te appartengono l'onore e la gloria pių eccelsi".