Cangrande della Scala
Verona, Dall' Arca di Cangrande della Scala: originale della statua equestre di Cangrande ora a Castelvecchio - Foto di Umberto Tomba
Cangrande I della Scala morì inaspettatamente, il 22 luglio 1329, subito dopo aver conquistato Treviso. La serie dei suoi successi politici e militari, che aveva portato alla conquista di Vicenza, Belluno, Feltre e Padova, veniva interrotta. La sua morte suscitò grande emozione, e anche strumentalizzazioni politiche contrapposte, tra esaltazione e denigrazione. Fu semplice per i cronisti avversi agli Scaligeri scatenare alcune interpretazioni maliziose, richiamando immaginarie profezie di mago Merlino o di Michele Scoto: era scritto che l'eroe non dovesse sopravvivere alle sue imprese. Anche se l'impatto a Verona di queste dicerie è dubbio, sembra certo che il successore, il nipote Mastino II, sentì la necessità di dimostrare (a se stesso, ai veronesi e alla Marca appena occupata) che la sfortuna di Cangrande preparava un disegno provvidenziale più importante, un nuovo percorso di cui lui stesso sarebbe stato il continuatore e il protagonista. Non solo. La signoria degli Scaligeri ormai si era consolidata, marginalizzando quel tanto di rispetto formale che sino ad allora aveva mantenuto verso le vecchie istituzioni comunali: la famiglia doveva essere percepita come una dinastia inscindibilmente legata al potere cittadino.