Quante volte fu aperta l'arca di Cangrande? E le altre tombe scaligere? Questa sezione racconta di ricognizioni vere e presunte, ma soprattutto di falsi reperti funerari, millantati come armi di Cangrande, già nel Seicento. L'esempio più eclatante è un elmo dalla celata mostruosa, a forma di drago, proveniente dal Metropolitan Museum di New York, appartenuto forse alla collezione del conte veronese Ludovico Moscardo.
L'apertura ufficiale del 27-28 luglio 1921 fu organizzata dal direttore del Museo Civico Antonio Avena e finanziata dal pronipote di Dante, Pieralvise Serego Alighieri. Le reazioni stupite di fronte alla salma mummificata e al ricco corredo di stoffe vengono rivisitate attraverso giornali e cimeli dell'epoca. Tra queste quelle irriverenti e sagaci della rivista satirica Can da la Scala.
Il 28 luglio, il pittore Angelo Dall'Oca Bianca fece un ritratto del defunto estratto dalla tomba, forzando il ghigno della mummia verso un sorriso esplicito ed improbabile. Il mito tutto moderno di Cangrande, signore sorridente, trovava la sua espressione più provocatoria e radicale. |